belle parole,quasi da piangere

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(illustrazione per il mio piano di marketing.ma che avevo in testa?!)

Belle parole,quasi da piangere,le sue,lette adesso e per caso in un momento in cui soddisfo questa non voglia di studiare e concentrarmi su qualcosa che non sia il divago.
Belle parole,quasi da piangere,forse perchè son due giorni che mi scioglierei senza un perchè e tanti perchè;o forse per i sogni che ho fatto,per quella pseudo rabbia che ho trascinato tra le ciglia al mio risveglio,o sarà perchè poi mi sono messo a ricordare,o sarà perchè non faccio altro che guardare aerei e innamorarmi del volo.
Sarà che certe volte mi accorgo che non parlo più tanto di me,che non vuol dire che se cambi e cresci allora non puoi stare male,di notte,ogni tanto.
Succede.
E’ successo che da un pò,tu,mia reminiscenza buona e un poco amara,sei la fonte di questo mio disarmo di fili rossi.
Non è poi sempre così geniale l’idea di prenderla con filosofia:un dolore,piccolo o grande che sia,non si prende:si vive,avidamente e nervosamente si mastica,si sputa via.
Tu,piccola reminiscenza di sapore,un poco amara.
E’ solo un giorno così,forse è solo troppo tempo che non trovo tempo;tempo per piangere,magari per piangerti.Piangerti via.
Nell’incapacità del racconto,vivo tutto,sotto pelle.
Belle parole,quasi da piangere,ho letto poco fa,per caso,sognando qualcosa che forse non ti racconterò.
Belle parole,quasi da piangere.
Ma non ho pianto.

sintetizzando,un romantico Montale.

giardinetti, montale, romanticismo, sintesi

e così oggi,prima di sapere che ci hanno ancora una volta posticipato l’esame di storia dell’arte,noi eravano in tre intenti studiacchiare nel giardinetto e ci sembrava una cosa un pò bella e un pò disperata;si,insomma,un pò da vecchi tempi e si sa bene che il vintage ultimamente piace un sacco.

allora niente,Crocco mi chiede in due parole la differenza tra neoclassicismo e romanticismo e mentre io son li che sforzo parolacce per raccontargliela lei sfoglia il libro e mi indica prima Goya e poi va più su,fino al titolo e assorta ma anche distratta mi dice:
-essì perchè io l’avevo interpretata così,questa forte introspezione,i sentimenti da esternare,la solitudine e la piccolezza in confronto alla natura,la melanconia,che come quando quardi gli scavi a Pompei e dici “cacchio è tutto andato,finito!”,e che poi secondo me il romanticismo sei tu!- .
Io tra una parolaccia e l’altra che ancora le raccontavo delle differenze mi son bloccato e le ho detto :
-Ma no dai che noia,è un pò parecchio meglio di così.e poi che depressione!-
Cazzavernicolo,l’ho sbrigata in due parole e ho sminuito tutto,l’ho “scemizzato” con allegria pur sapendo che c’ha visto bene(riguardo a me,non al romanticismo),anche se in un tempo troppo diverso da quello che mi descrive adesso.ADESSO CHE LA VITA E’ UN’ALTRA PER ME!
Non fa freddo stasera a Milano,raggiungo apici di tranquillità che non credevo sopportabili 🙂
eppure,mi sento di far ode a quella piccola parte di me che forse mi segue ancora un pò nonostante io non me ne accorga,nonostante i miei modi si siano raffreddati così tanto.

Ecco Montale,un Montale che m’era venuto in mente in un’estate di cambiamenti

(matera,in una calda estate,in un bell’abbraccio di parole)

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.
(Eugenio Montale)