restare nudi al freddo

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tra il patetico e lo strano.
sorrido adesso anche di te.Certo che no,non mi fai felice tu.
ma io devo pur esorcizzare tutto in qualche modo.
Si scivola sotto a tutto,anche alle cose più frivole,più deboli.
Anche io.
anche se- io- non ti ho abbandonato mai.
Ma se è il dannato vivere,allora che sia.
malgrado questo male io davvero adesso credo che sia meglio così:
restare nudi al freddo per rifarsi dall’inizio.

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stanotte no

essenziale, istinto, lupo, necessità, parole, sopravvivenza, vasca


è una scena super rallentata
di me,del mio corpo che cade nudo nella vasca;
è tutto bianco e nero e questa luce strana mi fa più bello di quel che sono in realtà,da dentro ai miei occhi.
vedo le gocce,vedo la sedia,sento due accordi ma anche l’angoscia.
potessi eliminare le parole,potessi disconoscerle dal garbuglio astratto dei miei rami.
è strano viverci dentro.
è come un momento infinito e mi chiedo quando sbatterò la testa a fondo vasca,adesso che il tempo non arriva ma mi sorpassa e va.ed io resto a cadere.
ogni giorno mi invento tutte le cose che vorrei volere.
ma non mi credono,non la chiamano realtà psichedelica.
ho sentito dire che ci ordiniamo l’identità per sicurezza ma che tanto questo non serve davvero a conoscersi di più.
che prepotenza la mia,che stupidata poi voler ribaltare tutto.
Ma il 68 è finito da un pezzo.
E questi discorsi ormai chi li ascolta più?!!
Piuttosto facciamo guerra in strada che i suoni delle vetrine che si spaccano si sentono meglio,e anche le bombe,anche tutte le marmitte che esplodono.
Mi faccio tante di quelle lezioni che probabilmente non seguirò mai.
e mi racconto più per quello che vorrei essere che per quello che sono.
Qualcuno si arrende a questo.
Ho visto i suoi occhi scuri placidamente ammettere d’essere solo un paio d’occhi scuri.
Avrei detto “immobilità” o “stupidità” o “resa”.
oggi mi sa che imparo a credere il contrario.
Sfidiamoci ad accettarci.Qell’ammissione coraggiosa di tutti i vuoti a perdere e di tutte le dobolezze e le mancanze,di tutti quei punti in meno sulla patente del fascino.
non ho voglia di finire nemmeno questo post.
vorrei bandire le parole.
vivere d’altro.basterebbe annusarsi come fanno gli animali per capire un pò chi siamo:
chi sei tu per me,chi io per te,a che ci serviamo.
e se è niente,girarsi e andare via.senza timori,ne pensieri,ne strascichi,ne altruismo.
Solo istinto e necessità.
oggi vorrei essere un lupo,ululare fumo nelle notti di neve.
e non ho più voglia di scrivere perchè non ho più le mani,perchè non so come si fa,perchè ho visto la luna dietro alle nuvole che appendono tempesta e per istinto so dove andare.
tutto il resto non è necessario alla mia sopravvivenza.
stanotte no.

APPARìS

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(Luce dalla tour Eiffel.in APPARìS)

ci sono cose che non si dicono,
ci sono velocità che non si prendono anche se il corpo le necessità,
ci si nega alla corsa,per stare buoni,ci si nega per stringere le pupille,per sembrare sempre qui,presenti e vivi,vegeti,esattamente come è giusto essere.
vorrei drogarmi di quell’aria,ingoiare pillole di tutti i colori stanotte,stare come in quel video.
credevo non l’avrei mai detto e mai pensato.
vorrei ridere senza saperne il motivo,scuotere la testa ovunque,sudare 10 amori contemporaneamente,consumare tutta la pelle vecchia in una notte sola,risvegliarmi domani senza niente,avere l’impressione di un’estrema nudità,di un corpo raffreddato fin dentro le ossa.
che me ne farei?
non lo so.
forse vanterei una totale assenza di ricordi.
Allora scrivo adesso e scrivo forte perchè al marasma non vengano messe le briglie.
Perchè oggi ho sentito dire che “un animo profondo non si ferma mai,pure a provarci con impegno,alla superficie delle cose!”.
m’è sembrata una condanna.
Sembro sempre così positivo in mezzo alle gente e in mezzo ai parchi. 🙂
e allora scrivo forte perchè di perdere quota ce lo si può anche concedere e va bene,ma arrivano i giorni o solo i momenti in cui vibrare forte è ciò che serve;ricordare come ci si sentiva a vestirti larghi e con le prime cose prese a caso,correre giù,sui binari spenti,urlando a squarciagola ed invitando Ylenia a farlo.Sentirsi dire “grazie” senza sapere perchè.
APPARìS significa più d’una cosa.

APPARì-s dove sono cresciuto
A-pPARìS dove ho sperimentato,dopo tanto tempo.dove ho resettato.dove ho rasato.
A-pPARIs dove sto scivolando adesso,il punto di bep.

esattamente in quest’ordine cronologico.
che anche se smuovo il terreno adesso ed escono i tesori,restano sempre di un’era diversa.
la prossima tappa avrà già un nome diverso.
di Parì ho raccontato più su carta ma forse riprenderò anche qui.
Il consiglio è quello di lasciare andare senza cancellare.
Soprattutto quando scendono da sole le parole,quando si mettono vicine anche senza creare sensi palesi.
che poi forse il vero paradosso sarebbe di creare un senso palese a parole proprio adesso,che non lo faccio di proposito 🙂

Ma adesso basta.Anzi adesso VIA.
Non ho più voglia di interrogarmi,chiedermi se sono pronto o meno.
Adesso inizio e amen!E decido di essere pronto.Le parole poi verranno,strada facendo.
Se prima sapevo creare interi mondi dal niente,perchè mai non dovrei riuscirci ora?!

risboccio. -prima di morire a terra-

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può capitarti di svegliarti di notte a quest’ora,farti un giro in cucina,cercare qualcosa senza la minima fame;può capitarti che poi ti siedi semiassente a mangiare riccioli di mais e a non sentirne il sapore.
può capitarti di rasare i capelli,fare buchi al maglione per infilarci le dita,vederti orribile e voler sprofondare e riemergere,forse risorgere.
può capitarti di possedere volontà che non riesci ad applicare,solo perchè disorienta il bianco dei punti di partenza.
può capitarti di setirti incapace e stupido,vigliacco ed insensato,fallito e scomodo a te stesso.
si,può capitarti.
questi riccioli danno di detersivo!
può capitarti di dimenticarti delle piante,di scoprire le allergie,di odiare giorni appesi,di voler correre forte ma dar ragione alla pigrizia.
può capitare di non trovarti in piedi tra le tue soluzioni di sempre,di non riconoscere scrittura e pittura,nessuna forma e nessuna emozione.
può capitarti di chiudere la porta della stanza buia fino a limitare drasticamente l’affluenza della luce,abbassare anche al minimo il volume dei pensieri.
è come essere assuefatti,inanimati.
io non credo di star facendo niente di buono adesso,di non star contribuendo minimamente al giro del mondo,al cambiamento che spero.
vorrei già smettere di scrivere perchè lascio a metà tutto,tutto mi annoia.voglio andare a letto e spegnermi ma non ha senso.
e stare qui ad occhi aperti e senza lacrime sembra ugualmente inutile.
ora so che si muore e si nasce tante volte in una vita.
io sono un fiore secco. Morire a terra mi rimetterà in circolo.voglio un colore diverso al mio risboccio.

pensieri ritrovati di una notte di dicembre.