Cut Off

cortometraggio, costumista, cut off, dorotea pace, giulio volpe, laura bianco, naba, nicolò pertoldi, parole, silenzio, spazio

al servizio di chi serve le emozioni,
di chi racconta storie non necessariamente fatte di parole
o almeno di parole ascoltate e dette.
un corto firmato Dorotea Pace & Giulio Volpe al quale si è affiancata la collaborazione operosa di altri addetti-affetti ai lavori.
tra questi anche Laura Bianco in qualità di segretaria di edizione e assisente alla regia ed io come costumista.
E i pesci rossi che non si possono dimenticare!

Ora semplicemente prendetevi lo spazio che vi serve per tirarvi in mezzo, con la giusta dispersione che vi prende.
ci sono milioni di condizioni che descrivono il nostro stare al mondo.
e quello che si vede fuori non necessariamente è quello che si sente dentro.

cit.

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now and then

“(…)E se non volessimo nessun contenitore? E se volessimo essere anime libere e senza progetti? Non si puo’ e non si deve. Dovere, potere e gridare. Piangere e ridere sembrano complementari.”
cit. M.A. , un così caro pezzo di cuore.

e difatti pensavo a quanto a volte sia stressante e a quante in altre,invece,il fatto di non avere fissi progetti mi faccia sentire a mezzo metro d’aria su.

la puttana che legge

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La chiamano “la bretella”,è la strada nuova che ti porta e ti fa uscire dal paese,che ti evita di attraversarlo tutto dall’interno,bloccarti la in mezzo alle viscere inquinate.
Ma la bretella sembra bella e non ha scoli per l’acqua,griglie nell’asfalto o canaletti ai lati della carregiata.Il solito lavoro del sud che ha tante falle per superficialità o voluta disattenzione.
Avevamo il macchinone oggi,sporchissimo e grigio,un pò ammaccato sul muso.
Una pioggia di cagate di piccione in cima e sul lato sinistro che abbiamo spruzzato via con getti d’acqua fredda e violenta, verso l’ora di pranzo.
Quando la bretella finisce c’è un bivio: tra la strada che va avanti in salita e quella che resta su per giù allo stesso livello, sulla destra.
quella fetta d’asfalto a destra,quella che resta su per giù allo stesso livello,sborda via nel terreno di campagna,una terra incolta come ancora un pò ne restano qui,in quella che Daniele canta “puglia infinita”.
E a sbordare ai lati c’è sempre tempo e possibilità.A sbordare ai lati ci si mette niente in verità.
Se percorri la bretella dal mio schifosissimo paese,se poi prosegui al bivio e sbordi a destra,puoi vedere un albero di ulivo sul ciglio della strada ed una sedia in plastica rossa sbiadita,di quelle che si portano al mare di domenica con tutta la famiglia a carico;di quelle che durano da anni e che se la spacchi sono cacchi tuoi perchè s’è rotta e amen e devi mettere il culo per terra.
Anche rompere una vecchia sedia rossa sbiadita e secolare quanto un ulivo, forse,può essere considerato scivolare via dai bordi.
Ma nulla era più sbordato di lei,su quella sedia,sotto a quell’ombrello a fiori e a quell’ulivo,da sola e sciancata e in pieno giorno.
Quel terreno tende ad infossarsi man mano che lo percorri,andando giù per la strada che è su per giù allo stesso livello del pezzo di bretella.
E lei stava li,col piede sinistro piantato nel terreno e l’altro più floscio,disteso in maniera disarmonica e che le faceva pendere il culo più del normale rendendo inutile l’appoggio.
Ma sbordava, e sbordava tanto dai confini della strada e dai confini dell’armonia,della compostezza, senza però minimamente sbordare dai perimetri dell’eleganza. E non riesco nemmeno a immaginare come ci riuscisse.
Sotto al sole insano di novembre,all’ombrello a fiori e alle fronze d’ulivo,su quella sciancata sedia in plastica rossa,si ritagliava i perimetri a modo suo,scucendo alla mia vista le spine della sua professione triste; lei leggeva.
Un libro doppio,pieno zeppo di pagine e lei sembrava essere approdata a poco più della metà.
Gli occhi fissi sull’inchiostro la portavano al centro di chissà quale storia.E sbordava.
Sbordava dai confini delle pagine e del mondo,di quel terreno ai limiti del traffico di città,di una sedia da mare in campagna,dell’attesa di qualche cliente in cerca di sesso facile,dall’immagine asciutta di una puttana vuota.
Che a sbordare ai lati c’è sempre tempo e possibilità.A sbordare ai lati ci si mette niente in verità.
Ma farlo così è difficile,con l’eleganza di una puttana che legge.