il profumo delle caramelle

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E’ che si impara quando ormai è rimasto poco tempo,a dire le cose migliori di sempre.
ad avere i rimpianti.
Come si fa adesso?
e guarda che stavolta una risposta la voglio,prova a darmela.
Quasi plastica il tuo viso e le tue mani;poco sangue e gelo.Ma quei capillari sullo zigomo destro erano sempre ben evidenti.che sennò mica saresti stato tu.
Pareva che spiassi anche dopo,con l’occhio sinistro appena dischiuso che sembrava furbo ma ingenuo.
occhio bimbo.
Ma tu com’eri prima?
Prima ch’io ti incontrassi,prima che finisse il primo tempo importante della tua vita?
oggi me lo chiedo.se l’avessi chiesto a te non avresti saputo spiegarmelo.
provo a immaginare e mi viene difficile, causa un attorcigliamento di budella per dolori ereditati.
Qui nemmeno il temporale c’ha il coraggio di salutarti: si annuncia da giorni ma senza concreti fragori idrici.
E’ vero che si sale, poi?
E’ vero,dimmi,che ci si confonde impastandosi al cielo notturno?
me le dai queste risposte?
C’è stato un tempo in cui tu mi hai portato per mano in un sacco di strade,in un sacco di posti;c’è stato un tempo in cui il tuo sorriso è stato il nostro sole di famiglia;
c’è stato un tempo in cui fare il bagno a largo significava i miei piedi di bimbo sulle tue ginocchia in direzione Albania.
C’è stato un tempo delle biciclette con l’odore della pineta mista alla spuma di mare e al legno un pò marcio di certe staccionate;c’è stato il tempo che tardi non era poi così tardi e chiudevamo la tendina per stenderci a sentirti pregare e poi cantare e raccontare.per noi.
C’è stato un tempo che chiamavi presto ogni 4 volte l’anno.puntuale,prima che andassimo a scuola,prima che la giornata iniziasse per tutti qua dentro.
Poi ci sono stati altri tempi.
che si impara quando ormai è rimasto poco tempo,a dire le cose migliori di sempre.
ad avere i rimpianti.
Come si fa adesso?
e guarda che stavolta una risposta la voglio,prova a darmela.
Oggi è ancora presto e già va bene ma domani sarà diverso.
Mancherà il dubbio di un mazzo di fiori e dei cornetti sulla tavola della domenica mattina,il tuo profumo buono,il suono delle chiavi dell’auto con cui giocavi seduto,senza nemmeno aver sfilato l’impermeabile; mancherà il dubbio di trovarti.
Mancherà sognare che tutti quei tempi possano tornare d’improvviso in un’altra estate,un’altra estate assieme a noi come tanto-troppo tempo fa.”dai zio vieni”.chi se lo aspettava di dovertelo anche dire.
Mancherà il dolore dei tuoi occhi spenti all’improvviso, senza il coraggio di chiederti perchè ed il mio sguardo  infantile che cerca di incollarti mamma tra le braccia; che lei non sa gestire in altro modo quella somma di rabbiamore.Mancherà sentirsi speciali,stretti per come stringevi tu.
Che l’amore che chiedevi tu così,io non so nemmeno se mai te l’ho restituito tutto.
ci sono dei posti e degli odori e sensazioni che ti appartengono qui molto più di quanto avrai creduto.
come quel viale in ospedale con le pigne per terra e gli oleandri;come quel mobile azzurro della casa al mare dove mamma metteva le gelatine di frutta che ci regalavi.Un mobile che da quando sei arrivato tu, ha profumato sempre,anche quando non c’erano i sacchetti colorati.
Ecco,è tuo anche quello:il profumo delle caramelle.
Non ho capito tante cose che sono successe nel mezzo,tra il tuo procedere e la mia disordinata adolescenza.Poi ti ho guardato un giorno e ho capito che il timore è stupido,soprattutto se si tratta di te.

“Peppone!”, e tu hai sgranato gli occhi nella mia direzione; “ti voglio bene!”.
Adesso a chi porti tutti quegl’odori?
Posso ancora aspettarti di domenica?
Mi canterai ancora che “da solo va quell’uomo in frac”?
Sei stato e sei tante cose.
Come si fa adesso?
e guarda che stavolta le risposte le voglio,prova a darmele.

Mi hai guardato,con un difficile movimento del capo.
“Io di più”.  L’ultima cosa che sforzandoti hai voluto dirmi.

tuo,Nichi.