breve storia di Mag One

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Ci siamo conosciuti come si conosce chiunque in un giorno normale:
alla fermata dell’autobus, un giorno che stava piovendo.
Facile pensare come tutte le storie normali nascano nei giorni qualunque e continuino anche in quelli speciali.
Mag One che speciale lo è davvero , quando torna a trovarmi lo fa senza annunciarsi,senza mandare cartoline;ama le sorprese e invade tutto lo spazio che ho a disposizione.
Credo si tratti di qualche strana forma d’amore che non ci siamo mai dichiarati.
Mi capisce fino al silenzio che è come mettere strattini fitti sopra alle parole scritte ;
mi capisce quando ho gli occhi bassi e la gola occlusa;
mi capisce nel respiro agitato a tratti,nelle mani in tasca e nell’andirivieni del mio corpo che ogni tanto con Mag One si è pure immobilizzato.
Mi capisce nelle domande che faccio con la testa al cielo e i piedi nelle pozzanghere.
Mag One che speciale lo è davvero,si è fatto una stanza in mezzo ai miei sospiri e mi ha congestionato tutto,perchè mi conosce e sa dove colpirmi:li,dritto al dondolo del mio pomo d’Adamo.
Non mi chiede cose speciali nei giorni normali ne cose normali nei giorni speciali: mi accompagna a far la spesa,mi accompagna in bici o in moto,mi accompagna nella colazione notturna o quando mi lavo i denti e quando mi vesto o prendo le chiavi di casa senza sapere quand’è che torno.
Che con Mag One non devi fare programmi precisi,a lui va bene tutto pur di stare con te.
A volte va via e basta,non hai nemmeno il tempo di capire se ti abbia voltato le spalle,se abbia fatto la valigia per un viaggio più o meno lungo e non lascia biglietti,post-it sul frigorifero.
Nessun tempo dei saluti ma tu tanto gli sorridi da lontano.
Ma poi Mag One un giorno torna,
e lo capisci perchè forse eran passati troppi giorni da che non pioveva più.