ma è autunno ed ho sognato.

la porta di casa ha per maniglia l'ombelico

ma è autunno ed ho sognato

Vorrei riuscire a scrivere cose meno patetiche di un altro sogno o di malinconie autunnali.

ma è autunno ed ho sognato.

Un altro viaggio: un grande,enorme giardino in India,rigoglioso,un posto per gente ricca,si direbbe a guardarlo.

Intorno e nel mezzo tantissima gente,una gran festa che non so capire,mentre io trascino -con non troppa fatica- il mio trolley.E’ qui che soggiornerò,anche se non so per quanto né come ci sia arrivato.Per ovvie ragioni immagino un aereo ma non so se sia decollato dal mio tacco italico e né a che ora.Dove precisamente sia atterrato,poi,vallo a capire.

E sono qui.

Apro la porta della mia stanza che dà direttamente su questo giardino e mi rendo conto che devo avere davvero tanti soldi per potermi pagare un posto così bello dove stare.Un buon profumo,dei bei colori e in un respiro già s’è fatta sera.

Non ho ancora mollato il mio trolley,non mi sono cambiato e probabilmente puzzo d’aereo,fatica e stanchezza; non ho richiuso la porta alle mie spalle e sento quel gran casino di suoni là fuori ma adesso sembrano più assordanti,più arrabbiati.Mi rigiro verso l’ingresso e d’improvviso la mia stanza è stata occupata da ragazzi e ragazze che mi sfrecciano accanto in un flusso spigoloso e maldestro di movimenti che non so decifrare; l’unica cosa che so è che in tutto questo non c’è un minimo di grazia e che anche il buon odore si è trasformato in una droga malsana e densa.

Letti disfatti,divani calpestati,liquidi sul pavimento,vetrata aperta con forza e senza la minima attenzione.Sbatte; credo stia per rompersi ma non succede.

Quest’aria sà di un sesso sporco,di identità contaminate da chissà quale ignorante ingordigia; di spreco umano, di non curanza, di rispetto mandato a puttane.

Dove sono i miei compagni di viaggio?

Esco,li cerco, ma in pochi secondi realizzo che si sono mischiati al resto di questo girone infernale.Hanno smesso i tamburi e sono iniziati gli spari,le bombe, eppure la gente è ancora fuori che festeggia un dio che a questo punto mi accorgo di non conoscere nemmeno per sentito dire.

Niente mi appartiene,niente mi rassicura,eppure istintivamente ritorno verso quella stanza dove hanno scardinato anche gli infissi,ciò che manteneva sù la porta.Tra un muro e l’armadio spuntano dita immobili e so che non circola sangue là dentro. Ma che succede? COSA CAZZO STA SUCCEDENDO?

Mi guardo attorno nella speranza che anche un solo piccolo particolare mi suggerisca un paio di “perchè” , ma non arrivano; poi vedo anche mia zia,quella suora che mi guarda indignata e digrigna parole che non capisco fino a dirmi “tu sei pazzo,tu non stai bene,sei pazzo!”; la guardo e le rispondo in maniera violenta e quasi vorrei metterle le mani in faccia ma non lo faccio e la lascio andare via.Ma dov’è mia sorella?E che fine ha fatto la mia amica?Mia sorella pare abbia fatto qualche danno in quella stanza maledetta e che adesso vogliano addebitarcelo sul conto.Si,sarò ricco ma non posso permettermi di pagare anche quei danni del cazzo. Un graffio su una consolle e il rubinetto lasciato aperto.Ma dov’è lei,oh?!

Esco e vedo quella mia amica che ha viaggiato insieme a noi ma ha cambiato occhi,ha cambiato modo di muoversi,ha cambiato anche il modo in cui si siede.E com’è lontana.Ha gli occhi tristi di una che si dà a tutti perchè non sa che altro farne di se.Ma che ha fatto?che hanno fatto tutti e che ho fatto io?Di che mi sono drogato?

Eppure avevo promesso a mio fratello che non avrei mai provato nessuna droga sintetica: me lo ha fatto promettere una sera che eravamo a quasi 900 km di distanza,per telefono.Credevo di aver mantenuto la promessa con la mossa facile di chi non prova nessuna curiosità per quella merda. Ma mi viene il dubbio  di essermi fatto di MD o di qualche acido recuperato chissà dove.Mi sarò giocato così anche i soldi dei danni,bòh.

Esco; c’è una guerra in giardino ma esco.Esco e questa gente sembra impazzita in un’orgia sudicia e suicida nel bel mezzo di un campo minato.Basterà un orgasmo a saltare in aria?! Mi domando.

Corro e sembra tutto così lento ma se mi fermo poi và veloce.Nemmeno il tempo è mai giusto; nemmeno per provare a difendersi.

Massì,di sicuro è la droga.

Tre passi e mi viene da vomitare ma non succede nemmeno questo, anche se poi credo che se non lo faccio morirò.Alzo la testa,respiro per un secondo puzza di sangue e fumo e realizzo che morirò comunque.

E’ un trip infernale e nemmeno so che faccia abbia l’amore della mia vita;

così,giusto per dirle che siamo finiti nel posto sbagliato a respirare la merda di vacche sante e magre; di coiti lasciati in giardino assieme ai cannoni bollenti e alle mine antiuomo.

La guerra.Ancora la guerra. MACHECAZZOC’HOIOCONLAGUERRA?!

Mi si avvicina qualcuno; che è femmina lo so ma quando realizzo che c’ha un velo pure lei, capisco che non ce la posso fare e provo a scappare in un corridoio talmente stretto che devo strisciarci di lato e che non posso evitare le pozze di piscio.Ma chi ci viene a pisciarci qua in mezzo?!

Qui sono tutti pazzi,ve lo dico io.Alla fine del corridoio c’è il mare.Niente spiaggia,solo qualche sasso e poi il mare.La suora numero due aggira qualche ostacolo e mi raggiunge; capisco che non è mia zia perchè mi guarda preoccupata: le vedo gli occhi che richiedono la mia attenzione.Ha la pelle liscia e olivastra e non è vecchia,anzi; le guardo la fronte e dalle rughe che scopro lì sopra, capisco che sta contraendo quella pelle e quei muscoli per me,perchè ha qualcosa da consigliarmi anche se per un attimo temo sia un altro inganno.Se non suo,di quello che mi sono sparato in circolo stanotte,chiaro.

<<Vieni con me che di là è giorno!>> . Ma che si inventa questa qua?

Dimmi che mi porti a NewYork e ti credo che li è giorno.Forse.Perchè manco lo so a quante ore di fuso siamo qui.Soprattutto non lo so dove siamo,qui.

<<Vieni,vieni che di là è giorno!>> . La capisco anche se non parla italiano ed insiste almeno una terza volta. L’ha capito che l’unico vero motivo che non mi permette di muovere le gambe è quella roba e non una vera esitazione.

Questo posto mi sta trasformando,ho paura che stia indebolendo il mio controllo sul mio corpo e le mie ferme volontà ma così non và : qualcuno mi salterà addosso per mangiarmi quel che resta delle mie riserve.No,un’altra volta no!

Voglio seguirla ma non ce la faccio.Muovo un piede e lei capisce.Aspetta un secondo passo; lo faccio ma stiamo già tardando e allora mi prende per il gomito sinistro e mi trascina. Io guardo quella presa e quel che vedo è la mia mano che penzola e il suo velo che combatte col vento.

Finalmente siamo più veloci noi di tutto il resto. Guardo sotto e vedo sassi che rotolano furiosi e poi mattoni e poi erba..mi riguardo il braccio sinistro che lei ancora mi tiene stretto e non trovo più il mio tatuaggio.

Ognuno ti ruba qualcosa,hai visto?! te lo dicevo ormai più di un anno fa,mentre eravamo nudi a letto ed io piangevo,finalmente.Ma ancora non era settembre e tutto ti sarà sembrato così fuori contesto e fuori stagione.

Farò finta di niente ma mi terrò le mie domande belle strette ed insistenti nella testa,già lo so.

Ci fermiamo e varchiamo a metà una porta quadrata,grandissima,di un legno decorato ed intagliato,tinto d’oro, anche se poi io so distinguere bene le pennellate ed il colore sottostante. E’ quasi acquerellato questo colore che sembra che chi l’ha dipinto non sentisse l’esigenza di nascondere niente.

Un passo oltre  e sarò fuori.Mi abbaglia la luce di un sole sereno.

Varco il confine e sento sciogliersi qualcosa nei polmoni; qualcosa che mi casca letteralmente via dal corpo.Rimango interdetto ma già mi sento più lucido.Forse era la droga a scivolare via tutta d’un colpo.

Lei, donna di una religione senza un dio egocentrico, mi tiene la mano destra adesso,fino a condurmi sul bordo di una enorme fontana rettangolare.C’è acqua limpida e calma,pulitissima.

Mi dice << è più semplice,lo vedi?! E’ più semplice stare bene.Non bisogna  essere originali a tutti i costi per questo.>>

Le sorrido pensando all’inferno di là e poi ai miei anni passati.Le sorrido e ripenso a quanto alcool avrò bevuto per “essere originale”.

Un vecchietto sereno e sorridente,magrissimo e con la barba bianca siede a cavalcioni su un tronco galleggiante,in quella enorme fontana; si avvicina e mi svela qualcosa su come riesca a mantenerla così pulita.

Mi fa capire che non è un mondo perfetto nemmeno quello e che io posso anche scordarmi che un giorno ne avrò uno in cui vivere. <<Certe questioni sono solo più grandi,più grandi e più grandi e più grandi di te.Prendi il tuo tronco e galleggia e pulisci gli angoli se ti và,ma non ti angosciare.Per quelli  come te riuscirci è come salvarsi.>> . Sorride che mi fa rabbia e tenerezza e vorrei abbracciarlo e chiedergli che cacchio mai ne può sapere di me e che è solo un vecchio rimbambito seduto su un tronco galleggiante nel bel mezzo del niente.Ma non lo faccio.

Penso alla cattiveria,così,all’improvviso.Penso a tutte le volte che, senza confessarlo a  nessuno,mi son passate davanti scene di spade e pistole e seghe elettriche e ho dovuto salvarmi da solo.

Ora lo so cos’è che vuole sto vecchio.

Gli sorrido e so che non guarirò; non adesso almeno. E in uno sguardo capisco che lui lo sa già.

Nessuno dice più niente, ci godiamo un attimo di quiete al sole mentre risale un’ansia strana e sul fondo di quella fontana un’ombra piatta è già in apnea e mi nuota contro..

Poi mi sono svegliato nel bel mezzo di un temporale enorme; oltre  seimila fulmini sulla mia città e mi sono ricordato di quella frase là:

” qualcuno dormiva durante la fine del mondo!”.

e ci dicemmo, d’undici settembre:

N: combatto con l’istinto,Dò.Altrimenti davvero sarei una brutta persona.
D: questa frase è multiinterpretabile
spiegami
N: MULTINTERPRETABILE,
fico
D: naturale
meh, dì
N: il mio istinto manderebbe tutti a cagare Dò.non mi fido di niente,ho pensieri brutti di ogni genere che tengo per me.ma quello che metto fuori non è finzione,credimi,
è solo il tentativo di stare calmo e di darmi delle opportunità anzi che bruciare tutto
D: comprendo molto bene quest’ultima parte. ci scivolo quando si tratta di mettere la mia vita in un binario a due