Esperimenti&Calamite (EmptyCapture)

appunti

imageC’erano tutte quelle calamite con le parole in inglese, una sera a Lecce, sul frigorifero di casa Leone.
C’erano un sacco di cose non dette, una sera, ovunque nel mio stomaco. Senza troppo pensare, in un valzer di dita, le ho trascinate l’una accanto all’altra, le calamite con le parole non dette.
Tentando di accettare che la vita è un ballo di esperimenti strani e che tra quelli c’eravamo anche noi.

“every experiment between me & us”.

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scrivere a(p)punti

andare, appunti, assenza, dentro, desideri, fontane, fuori, ladri, mojito, monetine, parlare, posto, presenza, restare, segreti, trattenere, vento

una presenza riempie,un’assenza svuota.un posto almeno.quello sul treno per esempio.
vorrei saper controllare questa cosa ogni tanto.
non dico il flusso in uscita ed entrata ma la reazione.quella del dopo.
quella del vuoto immediatamente dopo il pieno.
ricordo che ne “la ricerca della felicità” will smith dava nomi ai momenti della sua vita.
se dovessi intitolare questo, direi che si chiamerebbe “il momento in cui non trattengo.”
non mi trascino niente dentro.
se stasera ci sono,stanotte già più.lascio tutto oltre la soglia.
e fuori è pieno e dentro è vuoto.
perciò scrivo a(p)punti.
sorrisi nuovi,sorrisi vecchi,occhi distratti,mojito pomeridiani,parole dette al vento.
non resta niente fuori da uno sportello,e poi dentro,oltre un portone.
dove andrai?non lo so.
non resti?volevo provarci.
sei come le monetine belle e luccicanti nelle fontane grandi e sacre.se ne restano li per un bel pò a custodire i desideri segreti degli altri fino a che passano i ladri.

penso che almeno i ladri ti rimettono in circolo.
e poi forse capita..si poi forse capita ad un resto alla cassa o negli sportellini semiabbandonati delle cabine telefoniche.se qualcuno le usa ancora.
si,poi forse capita li,dove ti trovano per caso e dimenticato da chissà chi.
però ci sono fin troppe fontane grandi e sacre.e troppi desideri segreti.
e la gente ama desiderare e mettersi di spalle a lanciare monetine.

somma randommizzata di briciole

amicizia, appunti, benessere, briciole, deduzioni, discorsi, estate, fastidio, lago, pavia, perchè, random, somma


(i miei appunti su una conversazione telematica. che forza!!!)

non riesco più a scrivere e pubblicare tra i muri naba ma cerco di farlo in qualche ritaglio di tempo quando sono a casa e il suono dell’aggiornamento anti-virus mi avvisa che il pc è connesso alla solita linea da scrocco.
sostanzialmente questo è un post-somma.
un post somma di piccole briciole.Un pò random!
perciò,pur conservando inalterata la mia tranquillità è successo che:
che ho parlato con Arachide,mi ha aggiornato riguardo alla sua situazione sentimentale,a quello che pensa di fare,a quello che hanno pensato di fare e dire gli altri attorno a lei.Ci sarebbe da dire “ASSURDO!!!” ma ormai ci siamo abituati all’assurdo e ancora c’è da capire in cosa quest’abitudine ci abbia migliorati e in cosa no.
Lei è arrabbiata e delusa:ottime basi per credere in un riscatto del proprio benessere.
Io solitamente una vera abitudine non so portarmela dietro per troppo tempo.
Poi è successo che ho provato a dire che mi dispiace,perchè è vero,anche se devo ancora digerire tante cose.
E’ successo che sono stato a Pavia dalla NanaNina per il suo compleanno,che mi ha sconvolto parlando tranquillamente,che mi ha fatto ricordare com’è che ci si sente vicini dopo un anno come se fosse passato un solo giorno.
Poi è successo che per caso abbia saputo altro di quello che mi porto in giro da una vita:le voci strane degli altri.Si,sempre quegl’altri.che ti fanno incazzare alle volte!
Ho saputo che ancora una volta è stato facile inventare bugie,metterle in giro come fossero dati di fatto,come se poi non compromettessero nulla.Si badi che ho imparato a reagire non calcolando il contenuto assurdo di quelle parole,solo che ancora alle volte mi chiedo perchè,come mai io;non mi conoscono nemmeno.
Poi ho sommato in un piccolo puzzle anche certi discorsi,certe frasi,le opinioni riguardo a quell’unico aspetto su cui sembra bello interrogarsi solo perchè io poco mi esprimo.Sarebbe bello poter uscire da me,capire quel divertimento.
E allora arrivano,i pareri,senza averli chiesti,senza averli sollecitati,semplicemente arrivano in un’onda frenetica di rigurgito e sproloquio:”so che sei bianco,sei nero per forza,sicuramente sarà giallo!”
Fate voi,prego!
si,lo so che già si sente che mi annoia,scrivo vivido.
non mi interessa cosa,non mi offende un parere o l’altro,la parola,il pensiero,non è quello:mi infastidisce che sia in esame ogni volta o mi da fastidio che Nicolò sia sempre accompagnato da una definizione sintetica e dedotta.
Ma perchè vi importa?

Poi ho sentito la Poetessa,giusto stamattina,dice che viaggia in cerca di se stessa,ha chiesto un parere ed io spero che presto lei si rassereni l’animo.
Ieri poi,è successa una cosa bellissima:ho visto per la prima volta dopo tanto tempo una immagine concreta del futuro,nemmeno troppo lontano:ho visto un frammento della mia prossima estate.Voglio che si avveri,mi ci impegnerò.E ancora sorrido!
Ogni tanto ripenso ai treni,ai pensieri che ho lasciato su quei sedili durante le corse;penso anche alla gita al lago.E’ stato come concedersi una pausa dal mondo per un attimo.Faceva freddo,ma nemmeno troppo poi 🙂 .
E poi ho visto i vestiti del papà di Maja e Sanja in compagnia di altre care amiche e con Maja siamo andati al mercato e c’è un nuovo tipo di sguardo adesso,forse ci capiamo di più,forse abbiam voglia di impegnarci a farlo o lasciare che accada.
E poi,e poi domani faccio colazione con la mia adorata Laura e il Puffo e poi pranzo e film con Lyana e Consuelo.

Ieri sera mi sono mancati i miei più del solito.Due lacrime giù me le sono concesse, sorridendo a tutti prima di dormire.

E poi la vita è bella,anche se ci sono mille motivi per cui incazzarsi perchè gli uomini,quelli si che sanno essere orribili!

appunti su Lisbon Story

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Teresa la Cantante: È preoccupato per Frederico?

Teresa la Cantante: Tornerà,è solo un pò..

Philip Winter: e già, un po’..

Teresa la cantante: già!

Teresa la cantante: Ce l’ha una chiave della casa?

Philip Winter: No, tanto la porta è sempre aperta

Teresa la cantante: una è meglio averla. Ecco, prenda la mia!

Philip Winter: è anche quella del suo cuore?

musicista Madredeus: lei ora ne è il custode

Philip Winter: cos’è la chiave senza un bacio?!

“Il suono dell’assenza di Frederic!”

Philip Winter: grazie per la tua cartolina.

Teresa la cantante: l’hai ricevuta?!

Philip Winter: Mi sei mancata.Che mi dici del brasile?

Teresa la cantante: fantastico.

Philip Winter: raccontami tutto!

Teresa la cantante: volentieri ma non ora.

Philip Winter: quando ?

Teresa la cantante: più tardi…come va la tua gamba?

Philip Winter: ooo uff e…. le tue come vanno e come,come vanno le tue labbra ,come va il tuo collo,come vanno i tuoi occhi,come va la tua voce?!… sei talmente bella….

Teresa la cantante: torneranno tutti tra un paio di giorni

Philip Winter: e come faccio a ritrovarti?

Teresa la cantante: lascia la porta aperta!

Philip Winter: dormirò sulle scale!

(c’è tutto il mondo che ti viene in aiuto quando non riesci ad acchiappare un pensiero tra tutti quelli che ti svolazzano attorno.e allora adesso sono frasi,piccoli imput,viaggi brevi.Va benissimo così.non so trovare conforto che nella nuova aria da respirare.nulla,nulla che parli di passato,nemmeno un attimo.l’aria attorno,sarà anche bizzarro e poco romantico,ma dell’aria attorno è l’unico abbraccio che sono in grado di sentire davvero adesso.respiro la vita..perchè domani finisce in fretta ma oggi è ancora qui.)

la mia vecchia stanza era il mio blog

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la mia vecchia stanza ne ha viste di cose.
era uno spazio in continua ricerca,con un’identità sempre in nuova definizione.
la mia vecchia stanza c’ha sui muri la mia vita scritta ed ogni tanto,quando posso tornarci,aggiorno il percorso lasciando una traccia nuova.
la mia vecchia stanza era il mio blog.
anche i muri hanno le tasche,spazi per i commenti,le tags sconclusionate per associazioni allucinate.
la mia vecchia stanza ha profumato di vita,sempre,anche quando spegnevo la luce e mi chiudevo la porta alle spalle.
il posto magnifico,immaginifico al quale oggi faccio ode.
è la mia vecchia stanza e chi ci è passato sa che dire “è” può essere abbastanza.
la e con l’accento il cima vuol dire vita e la mia stanza lo sa!