scrivere a(p)punti

andare, appunti, assenza, dentro, desideri, fontane, fuori, ladri, mojito, monetine, parlare, posto, presenza, restare, segreti, trattenere, vento

una presenza riempie,un’assenza svuota.un posto almeno.quello sul treno per esempio.
vorrei saper controllare questa cosa ogni tanto.
non dico il flusso in uscita ed entrata ma la reazione.quella del dopo.
quella del vuoto immediatamente dopo il pieno.
ricordo che ne “la ricerca della felicità” will smith dava nomi ai momenti della sua vita.
se dovessi intitolare questo, direi che si chiamerebbe “il momento in cui non trattengo.”
non mi trascino niente dentro.
se stasera ci sono,stanotte già più.lascio tutto oltre la soglia.
e fuori è pieno e dentro è vuoto.
perciò scrivo a(p)punti.
sorrisi nuovi,sorrisi vecchi,occhi distratti,mojito pomeridiani,parole dette al vento.
non resta niente fuori da uno sportello,e poi dentro,oltre un portone.
dove andrai?non lo so.
non resti?volevo provarci.
sei come le monetine belle e luccicanti nelle fontane grandi e sacre.se ne restano li per un bel pò a custodire i desideri segreti degli altri fino a che passano i ladri.

penso che almeno i ladri ti rimettono in circolo.
e poi forse capita..si poi forse capita ad un resto alla cassa o negli sportellini semiabbandonati delle cabine telefoniche.se qualcuno le usa ancora.
si,poi forse capita li,dove ti trovano per caso e dimenticato da chissà chi.
però ci sono fin troppe fontane grandi e sacre.e troppi desideri segreti.
e la gente ama desiderare e mettersi di spalle a lanciare monetine.

uova

dentro, divenire, evolvere, fermentare, fuori, intimità, morte, mutare, osservazione, passaggio, percorso, teca, uova, vita

Uova

fotografate,illustrate,rotte,mescolate,infornate,bollite,osservate,associate,mangiate..

sempre per un motivo,anche quando non lo dici,anche quando non lo sai.

Dentro alle uova,fuori dalle uova.

L’intimità,lo stato embrionale delle cose,il potenziale di vita inespresso.

Tutto sottoposto,anche contro la mia volontà,agli occhi curiosi,invasivi,scrutatori e indelicati del mondo,del “fuori dalle uova”.

Ma crescere e cambiare significa accettare che qualcuno ti cali le mani nello stomaco e vedere che succede.E’ da tanto tempo che me lo dicono ma è solo da questa estate che davvero io so osservarlo,il cambiamento.E’ una cosa naturale,è come imparare:ci va di pari passo e si esprime un pò alla volta che quasi non ti accorgi.Anche se in verità in altre ti sorprende; I ritmi sono strani e tutto si stravolge e tu non lo sai gestire.

E il mondo si spaventa a guardarti.E tu devi dargli del tempo,ma non il tuo,non tocca a te.

Dopo quella esperienza,dopo una strana amicizia,dopo un anno intenso a cercare di capire,a non sapere dove andare,tutto in un book che c’ha dentro la mia vita passata(nessun aggettivo,basta,è stato quel che è stato) messo in mano ad altri,adesso un box 40×40 di plexiglass,chiuso per due anni con dentro “pezzi di fuori” e “pezzi di dentro” di un uovo, a stabilire una realtà che conosco e che non mi andava di pronunciare stasera.

Perchè tutto può cambiare;non credete a chi vi dice di no,anche se quei “chi”spesso siete voi..e spesso anch’io sono uno di quei “chi”.

Che male potrà fare guardarlo?Che male se,mentre cammini trasportando quella scatola,il micromondo dentro trema e si risistema sbottando in quattro angoli e poi nel centro?Non è forse già successo in altre scatole più grandi,non è forse già successo prima d’oggi?

No,non è una vera domanda,io ho la mia risposta,ed ho anche la vostra,perchè in tal caso sembra l’unica.

Presuntuoso?!Sperate di si,altrimenti vorrebbe dire che voi non esistete.

E sono uova,non a stabilire chi sono o chi ero,non a stabilire me o qualcun altro,in realtà a non stabilire.E poco importa quel che ci vede un altro:puoi invitare ad osservare,puoi anche inorridire,non sta a te decidere reazioni,cuoriosità e smarrimenti dei pezzi di dentro e di fuori di qualcuno che non sei.Io ho deciso di osservare,di forzarmi un pò,di provare a guardare da vicino il circuito invisibile,monitorarne il divenire.

Cosa è cambiato?

Ho chiuso le porte che intendevo chiudere da tempo,ho detto I miei no e poi ho iniziato a dire anche I miei si;a pensare che è questione di atteggiamento,di equilibrio precario tra decisioni ponderate e scelte impulsive,tra pentimento e coscienza,tra dispiacere ed esperienza,tra vita e morte.Faccio adesso della vita il mio più grande interrogativo senza affogare in un pessimismo limitante,sperimentando cure preventive alle patologie ed accettando che il malanno se ti becca,ti becca;guarire è scelta,è sacrificio,è forza,è bellezza,è condizione esistenziale.

Tra dentro e fuori,tra rumore e silenzio,tra passato e presente,tra quel che posso e quello che potrei, non butto niente e lo metto in saccoccia perchè se tutto è fermentato fino a qui,tutto continuerà a mutare anche oltre.Ad esclusione di nessun passaggio,nemmeno quello della morte, o della vita dopo la morte.