Ode a Luca Flores

Luca Flores; Piano, Solo; Sapore; movimenti

“Baba, quasi non ho il coraggio di dirlo ma.. sono felice.

Forse era destino,forse dovevo attraversare tutti i deserti che ho attraversato e arrivare fino a qua,dove ogni cosa è semplice e essenziale,come noi non siamo.”

( da una lettera di Luca Flores a Baba in “Piano,Solo” di Riccardo Milani.2007 )

Come vuoi spiegare al mondo tutti i brividi che corrono attraverso l’intero spazio che occupa un corpo solo?!
Come si chiama questo piano,chi se ne frega delle sue paturnie,chi è che suona la musica,di che Colore ha gli occhi,da dove arriva il vento che fa sbattere la porta,quanta polvere c’è in casa,quando ci rivedremo,che cosa cambierà,quando arriva domani,non hai più la gonna a fiori,c’è una macchina capovolta,mi sta scoppiando il cuore,non ti so trovare,mi è finita l’acqua,l’odore di bucato,il basilico sta crescendo,sono rimasto a secco,c’è l’aurora boreale.
Nulla ha più senso se in bocca ad ogni poro c’è un sapore così.