tolgo molto,metto poco.

cambiare, mettere, presa di coscienza, togliere

“ci sono cose nella vita che mi sembrano più vere ed altre che mi sembrano di plastica..”
lo cantava Alex Britti,no?!Si,mi pare fosse proprio lui.
E’ così,anche per me adesso.
Avevo scritto un lungo post qualche ora prima della fine dell’anno per chiudere tutto mettendo fuori quello che ancora non le avevo detto.poi mi sono accorto che le avevo già detto tutto,che quelle parole erano solo un altro patetico tentativo di aggrapparmi ad un’idea che è idea e niente più.

Sono al sud dal 17 di dicembre..ci vuole tempo per abituarsi a questo posto,a questo modo di vivere.Ci vuole tempo per abituarsi anche ad andare via.
Quante cose ho eliminato nel frattempo,sono fiero di me ma farò ancora meglio di così.
C’è stato un tempo in cui l’unica cosa che sapevo fare era accumulare:
accumulavo lettere,libri,parole,fotografie,conoscenze,amicizie,dolori,capricci,magliette,orecchini,perline di legno,strati di pittura e carta sui muri della mia stanza..
mi faceva sentire bene il sol fatto di riempire uno degli spazi vuoti,vederli sparire man mano.
Eppure quanta guerra che mi facevo,alle mie stesse spalle.

Adesso,adesso come dire ora,il 3 gennaio 2011(è la prima volta che scrivo 2011!) alle 21:58,a seguito di un pomeriggio passato in piscina a perdermi in quella porzione di vetrata sul soffitto dalla quale posso vedere il cielo,bene oggi,dicevo,in quel silenzio solitario mi sono effettivamente accorto che sono passato dall’altra parte:adesso tolgo!
E tolgo perchè cerco l’essenziale,perchè ho bisogno di concretezza,di un punto fermo che mi è sempre mancato,magari,perchè no,di qualcosa di definibile per me,non per qualcun altro.
Perciò tolgo:tolgo roba in eccesso dalla valigia,poi tolgo anche la valigia e passo allo zaino,poi tolgo anche i colori di troppo e le mille collane(i bracciali no,che sennò mi sento nudo),tolgo i preconcetti per certa musica mai ascoltata e le storie mai vissute,tolgo i lucchetti ai bauli(che esca pure quel che vuole uscire!),tolgo gli abbracci e i baci di dovere,tolgo la bontà dovuta,tolgo le carezze che le mie mani avevano un tempo ed ora non hanno più.
ma tolgo anche la rabbia,tolgo le troppe misure in più ai miei pantaloni,tolgo stupidi vincoli all’amore egoista,tolgo,essì magari purtroppo ma magari anche meglio,le mie speranze.

E allora passa della gente e mi fa: “che stronzo,sei qui da quanto?E nemmeno una telefonata,nemmeno un messaggino per vederci due minuti?”(tempo fa dicevo”perdonami,ho avuto un sacco da fare!”) ed io che ribatto “son già tre anni che torno a natale,se non sai il giorno esatto almeno chiamami il 23 e informati se tanto ci tieni!”,brusco,si lo so,ma mò basta.
Non perchè ci sia qualcosa di orribile e irrispettoso nel non vedersi,è solo che mi son rotto delle paternali gratuite fatte in un momento,così,per caso,o,per meglio dire,per risollevarsi (credo io) da un senso di colpa che io non stimolo affatto.
Tolgo l’ipocrisia!

Sono nel momento “va bene così”,senza più pensieri disperati,senza dolori trascinati,senza inutilità estreme.Ho raccontato solo due volte,l’ho fatto quasi con respiro pacato,l’ho detto perchè sono un essere umano;per il resto del tempo ho taciuto e mi sono portato il mio ago sotto l’unghia in silenzio,perchè è così che ho imparato a fare,meglio di prima.

Tolgo: informazioni del passato che non mi aiutano a vivere bene l’adesso;tolgo ricordi per non esserne ostaggio,tolgo il mio assalto a casa sua,quel mega abbraccio,la tavernetta,tolgo quello che mi sembrava indispensabile per convincermi che non lo è;tolgo i marchi a fuoco(ma non son mai stato una vetrina vivente),tolgo la scarsa stima di me,tolgo l’indecisione in cambio di una posizione;tolgo quel che vuol esser tolto ma non ha coraggio di dirlo per bene.

tolgo perchè adesso,appunto,va bene così.Quando uno è troppo pieno non può che svuotare e capire di che vorrà poi riempire.Tolgo, per una scelta un pò più consapevole,oppure,semplicemente nuova.
tolgo in un inverno che è “ritorno”,se pur momentaneo,in terra mia,terra che man mano si svuota,terra che tolgo,anche lei,da questi spilli al veleno.La libero.
tolgo,ancora una volta,una porta di casa,un mazzo di chiavi,una presa elettrica,una cucina,il parquet e marmo,il solito bagno con la solita doccia,e tolgo la solita destinazione aerea.
metto un “chissàdove” che adesso è profondamente mio e profondamente io.
io solo e più nessuno.
metto,quelle luci tra le piante sul balconcino,nostro,una sera di primavera,e quella pasta in un tegame di coccio,e l’aria fresca e la musica bella.metto,i sorrisi e le mani e il piacere del non sapere cosa mai potesse accaderci poi.
metto la mia risposta a quella domanda sulla solitudine.
tolgo la domanda,per ora,e ne faccio un’affermazione.
tolgo le aspettative altrui,ci metto le mie.
tolgo i “sensa senso” che procurano dolore allo stomaco,ci metto invece la libertà di invertire la rotta,all’improvviso,in un giorno qualunque,con una qualunque straordinaria necessità di prendere aria e cambiare tutto.
cambio,ancora,adesso.
tolgo molto,metto poco.

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