sintetizzando,un romantico Montale.

giardinetti, montale, romanticismo, sintesi

e così oggi,prima di sapere che ci hanno ancora una volta posticipato l’esame di storia dell’arte,noi eravano in tre intenti studiacchiare nel giardinetto e ci sembrava una cosa un pò bella e un pò disperata;si,insomma,un pò da vecchi tempi e si sa bene che il vintage ultimamente piace un sacco.

allora niente,Crocco mi chiede in due parole la differenza tra neoclassicismo e romanticismo e mentre io son li che sforzo parolacce per raccontargliela lei sfoglia il libro e mi indica prima Goya e poi va più su,fino al titolo e assorta ma anche distratta mi dice:
-essì perchè io l’avevo interpretata così,questa forte introspezione,i sentimenti da esternare,la solitudine e la piccolezza in confronto alla natura,la melanconia,che come quando quardi gli scavi a Pompei e dici “cacchio è tutto andato,finito!”,e che poi secondo me il romanticismo sei tu!- .
Io tra una parolaccia e l’altra che ancora le raccontavo delle differenze mi son bloccato e le ho detto :
-Ma no dai che noia,è un pò parecchio meglio di così.e poi che depressione!-
Cazzavernicolo,l’ho sbrigata in due parole e ho sminuito tutto,l’ho “scemizzato” con allegria pur sapendo che c’ha visto bene(riguardo a me,non al romanticismo),anche se in un tempo troppo diverso da quello che mi descrive adesso.ADESSO CHE LA VITA E’ UN’ALTRA PER ME!
Non fa freddo stasera a Milano,raggiungo apici di tranquillità che non credevo sopportabili 🙂
eppure,mi sento di far ode a quella piccola parte di me che forse mi segue ancora un pò nonostante io non me ne accorga,nonostante i miei modi si siano raffreddati così tanto.

Ecco Montale,un Montale che m’era venuto in mente in un’estate di cambiamenti

(matera,in una calda estate,in un bell’abbraccio di parole)

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.
(Eugenio Montale)

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